Mai dimenticare

 

 

 

Furono decine e decine di migliaia, quasi tutti italiani, ma anche slavi oppositori del comunismo imperante di Tito, croati, tedeschi che finirono la loro vita in fondo alle foibe, enormi caverne sotterranee naturali ritrovate un po’ ovunque, sul confine italo-sloveno e soprattutto all’interno. Fu una guerra nella guerra, frutto di vendette personali, astio, odio nel vero senso della etimologia, senza alcun processo, senza alcuna possibilità di opporsi o far resistenza. A volte già morti, per lo più ancora vivi e spesso legati col filo di ferro uno all’altro, così, spinto il primo, gli altri venivano trascinati nella enorme cunicolo sfracellandosi sulle rocce. Un massacro inumano e crudele, un massacro che alcuni, logicamente di animo e di cuore di comunisti incalliti, ancora oggi si ostinano a negare, sia nel numero che nella esecuzione.  E’ vero che un quadro lo si osserva da angolature differenti, ma la realtà resta sempre la medesima. Purtroppo la scuola di partito, nel nome del comunismo incallito, fa sì che nonostante tutto qualcuno si ostini a negare l’evidenza storica e più che accertata dei fatti tremendi avvenuti tra il 1943 in poi, fino a guerra finita. Oggi li vogliamo ricordare tutti questi poveri infoibati nel nome dell’odio e del partito, senza distinzione di nascita o di divisa, perché alla Storia non è permesso dimenticare né bendarsi gli occhi. La realtà fu ed è questa e, finchè non la si ammette, inutile parlarci sopra con altri termini. Ecco in fotografia Giovanni Guarini, ex carabiniere, presidente dei carabinieri in pensione di Gorizia, sul bordo della foiba di Trnova, nel goriziano sloveno, dove fu scaraventato ancora vivo suo padre, carabiniere, giustiziato senza alcuna colpa dai partigiani slavi in combutta con alcuni colleghi italiani che chiamare traditori è ben poca cosa. In questa foiba furono sacrificati oltre 1500 innocenti che ancora oggi sono lì sotto nascosti. In foto: Giovanni Guarini sul bordo della foiba che nasconde ancora oggi i resti di suo padre e di tutti gli altri infoibati; e Toni Russo a Trnova in occasione della stesura di Planina Bala. Come ci si permette di negare ancora oggi una tale atrocità o condividerla come purtroppo fanno alcuni?

 

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