Un incalcolabile olocausto

 

Tra la fine del 2010 e i primi del 2011, in fase di preparazione della stampa della terza edizione di Planina Bala, sulla strage dei 12 Carabinieri Martiri, sono stato con alcuni amici, tra cui il presidente dell’Associazione Carabinieri di Gorizia Giovanni Guarini, sulla foiba di Tarnova, a Nova Gorica. Ne avevo visitate di altre di foibe negli anni passati, ma quella vista in quel giorno piovoso mi è rimasto impresso come non avrei mai immaginato. Lì dentro ancora decine e decine di Martiri, tra carabinieri, domobranzi, gente comune, alpini, poliziotti ecc. Molti senza nome, tanti altri con identità ben conosciuta. La loro colpa era stata di essere italiani o nemici del sistema comunista di Tito e dei suoi accoliti. Perfino il papà  del Guarini, ancora e per sempre lì in fondo. Ecco, le foibe! Oggi, 10 febbraio 2014, giornata del ricordo di tutte quelle migliaia e migliaia di povera gente, di soldati, di avversari di Tito e del comunismo slavo, rei di essere italiani. E pensare che c’è ancora gente che non riconosce questi misfatti, gente che continua a predicare, anche in TV italiane, che non è assolutamente vera la strage nelle foibe, si tratta di pura invenzione giornalistica. Come la strage di Malga Bala sui 12 Carabinieri Italiani, frutto di pura fantasia di chi firma anche questo intervento, secondo quelle menti acute di giornalisti triestini, slavi nel cuore e nella mente, ma italiani, purtroppo, a tutti gli effetti. Che se ne tornino là dove vive il loro cuore, anziché continuare a prendere lo stipendio in Italia e a farsi ospitare perfino in trasmissioni sulle reti italiane pagate obbligatoriamente da noi contribuenti. Ricordo, anni fa, a Tarvisio viveva un ex sloveno, ormai tarvisiano a tutti gli effetti, che era venuto in Italia dopo la guerra con suo padre, mentre sua madre e altri suoi fratelli erano rimasti ad Aidussina. Dei tre fratelli “slavi”, uno si era schierato in guerra coi Domobranzi, collaboratori dei tedeschi e gli altri due coi titini. Ebbene, i due titini avevano infoibato il fratello traditore, ancora vivo, mentre il loro padre con l’altro fratello minore era riuscito a scappare in Italia e a trovare nuova vita a Tarvisio. Anni e anni dopo la fine della guerra, il papà ha voluto far ritorno ad Aidussina, dal resto della famiglia. Non è più tornato a Tarvisio, in quanto i due figli  già “titini” avevano portato a termine la loro vendetta freddandolo a una curva: non avevano ancora dimenticato l’odio politico di quei terribili periodi dal 1943 al 1947. Migliaia e migliaia gli infoibati nei tanti cunicoli delle foibe nel nome di Tito e del comunismo slavo. Morti tra morti, senza dimenticare i milioni sacrificati da Stalin e compagni in Unione Sovietica;  l’incalcolabile olocausto della Shoah; i morti del nome del Fascismo e del Nazismo e via dicendo, in ogni angolo della terra e in ogni epoca del tempo. Ricordiamoli tutti questi Martiri, innocenti o colpevoli,  ma tutti figli di uno stesso Padre, tutti fratelli sotto lo stesso cielo, nella speranza che il buon Dio, il più grande coltivatore e consumatore di camomilla, possa continuare ad aver pazienza, tanta pazienza nei nostri riguardi!

 

 

Planina Bala

News image

Planina Bala, Terza Edizione 2011, rinnovata e ampliata Continua

La Resistenza è nata a Tarvisio

News image

Antonio Russo è l’autore italiano che ha portato alla luc... Continua

Abbonamenti e acquisto libri

Come stipulare o rinnovare l’abbonamento a Voce della Mont... Continua

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza . I cookie impiegati per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati . To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information