Un doveroso chiarimento su Malga Bala

Il Messaggero Veneto di Udine, nei giorni scorsi, ha pubblicato un articolo a firma del proprio corrispondente tarvisiano Giancarlo Martina sulla richiesta avanzata dal sindaco di Tarvisio al Presidente della Repubblica invitandolo a presenziare a Tarvisio il prossimo 25 marzo, settantesimo della strage di Malga Bala, la grande cerimonia già in calendario. Un articolo molto confuso e in diverse parti lacunoso, soprattutto là dove vengono dati meriti a personaggi che della vicenda non hanno avuto alcunissimo merito se non quello di essersi serviti dei lavori altrui. Ed ecco la risposta che il direttore di Voce della Montagna, Antonio Russo, autore di numerosi libri di storia sulle vicende dell'Alto Friuli, tra cui le varie edizioni di Planina Bala sulla strage di Malga Bala, ha voluto pubblicare nella speranza di contribuire a chiarire la vicenda. Basta leggere con attenzione quanto scritto dal Russo e la storia di Malga Bala viene illustrata dalle sue origini.

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"Ho fatto passare volutamente alcuni giorni dall’ultimo articolo sul Messaggero Veneto relativamente all’invito fatto dal sindaco di Tarvisio al Presidente della Repubblica in occasione del Settantesimo della strage di Malga Bala del marzo prossimo. La vicenda di questi 12 Carabinieri Martiri è ormai nota a tutti, ma ritengo che un chiarimento da parte mia si renda necessario dal momento che sono stato chiamato in causa,  date le tantissime incongruenze che, volutamente, qualcuno continua a insinuare e a propagandare senza minimamente tener conto della realtà dei fatti e degli avvenimenti. E chiedo scusa  in anticipo se estendo tale chiarimento su diverse pagine del Facebook. Ma è giusto che ognuno sappia la verità, dato che si tratta di avvenimenti del nostro territorio e dato che qualche articolo di stampa continua a seminare stupidaggini e disinformazioni, senza alcuna informazione veritiera prima di esternare notizie false. Della strage dei Carabinieri, della Resistenza alle porte della Caserma Italia, del Martirio di Giovanni Grillo a Pontebba ecc. mai nessuno ne aveva parlato fino a quando il sottoscritto, con sacrifici enormi e rischi anche personali molto evidenti, ha dato alle stampe “Come foglie al vento”, “Alle porte dell’inferno”, “Planina Bala” nelle varie edizioni e ristampe che anno dopo anno si sono susseguite, “L’ultimo parroco di montagna”, “Dal Buric e a Chiout Zuquin ecc. ecc.” e ai tanti articoli e altri libri allegati o collegati. Qualcuno, e solo e stranamente  a Tarvisio, ha cercato di dare merito di quasi tutto, almeno sulla strage dei carabinieri, ad altre persone e in particolare al maresciallo di Brescia, signor Varano, come evidenziato anche nell’articolo dell’altro giorno sul Messaggero, dimostrando, volutamente,  di disconoscere totalmente i fatti e di non volersi accertare bene prima di scrivere, unitamente a qualche politico o amministratore amico o portatore di divisa a cui piace tenere i piedi in diverse scarpe. A me piacerebbe solo sapere, da Varano o da chi a Tarvisio continua a sbandierare bandiere diverse, da chi, come e quando è stato loro rivelato il nome di “malga Bala”, per esempio… Questo per dire e rimarcare che senza quei lavori e quei libri di un certo Toni Russo e senza che lo stesso avesse affiancato e sostituito o preso le redini delle manifestazioni tarvisiane relative alla strage dei Carabinieri e degli avvenimenti della Caserma Italia, per anni e anni,  quanti avrebbero conosciuto, com’è invece avvenuto, questi avvenimenti e se ora saremmo  a questo grado di conoscenza e di organizzazioni storiche e sociali? Merito al maresciallo Varano e a tanti altri, di mezza Italia, di aver “aiutato” e collaborato con noi, con alcuni ex carabinieri dell’ANC di Tarvisio o alcuni Reduci della Gaf, merito all’Arma di aver saputo alla fine accollarsi l’organizzazione del 25 marzo, dopo i tanti, da decenni e decenni,  sacrifici e impegni del sottoscritto, di Cesare Urbica, di Federico Buliani, di Basilio De Damiani e di altri.  Altri invece  hanno saputo cavalcare queste cose, astutamente e abilmente, disconoscendo o calpestando quanto da me prodotto,  ma, ripeto, senza i lavori, gli impegni e i libri del Russo,  i Carabinieri di Malga Bala, i Reduci della Gaf, Giovanni Grillo e via dicendo sarebbero del tutto o in gran parte a noi sconosciuti. Non per altro e solo per questo nel luglio del 2010 il sottoscritto è stato invitato, ricevuto e premiato a Roma al Comando Generale dell’Arma, davanti allo Stato Maggiore dei Carabinieri capeggiato dal generale Leonardo Gallitelli. Lungi da me ogni polemica o sfrontatezza o arroganza, ma sano e sentito orgoglio di essere riuscito a far “rivivere” i Carabinieri di Malga Bala, Giovanni Grillo, i Reduci del XVII Settore Gaf ecc. senza dimenticare i vari Tambozzo, Tonino Friz, i fucilati di Bretto di Sopra, le tante vicende della gente di Cave, Gigia Picech ecc. ecc. tutta gente che “vive” ancora tra noi grazie a “Come foglie la vento”, “Alle porte dell’inferno”, a “Planina Bala” ecc. ecc. E nessuno, neanche articoli di stampa o vanterie personalistiche e propagandistiche di chicchessia riuscirà a scalfire questa realtà, che piaccia o meno!"

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