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A 70 anni dal sacrificio di Giovanni Grillo

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Giovedì 3 ottobre il settantesimo anniversario del martirio di Giovanni Grillo

 

Quattro gli avvenimenti più importanti della seconda guerra mondiale sul nostro territorio: la totale trasformazione del territorio in appendice germanica con tutte le conseguenze del caso, la nascita della Resistenza alle porte della Caserma Italia a Tarvisio nella notte tra l’8 e il 9 settembre 1943, la terribile mattanza da parte di partigiani comunisti di Tito contro 12 Carabinieri trucidati a Malga Bala solo perché italiani; la fucilazione di Giovanni Grillo nel letamaio della caserma Bertolotti a Pontebba. Giovanni Grillo, 47 anni, di  Stazione per la Carnia di Venzone, ferroviere, cinque figli a casa con la moglie gravemente ammalata, grazie al tradimento di un pontebbano, fu arrestato dai tedeschi grazie alla complicità di diversi locali altolocati del Partito di Mussolini. L’accusa contro di lui era di essere degli artefici della fuga di diversi prigionieri dai carri bestiame diretti verso i campi di concentramento nazisti.  Dopo maltrattamenti e torture allucinanti, dal momento che si rifiutava di rivelare i nomi degli altri compaesani responsabili delle varie fughe di prigionieri, fu condannato a morte e fucilato nel letamaio della caserma Bertolotti. Era il 3 ottobre 1943. I tedeschi avevano scelto proprio lui per dare un esempio a quanti si erano resi responsabili di svariati tentativi di liberare qualche prigioniero. Se Grillo avesse parlato, diverse altre famiglie di pontebbani avrebbero subito la medesima sorte. Non solo la stazione ferroviaria di Pontebba in quelle settimane fu teatro straordinario di altruismo e carità cristiana e umana, ma quasi tutte le stazioni della valle del Fella.

Giovedì, 3 ottobre, ci troveremo al Cimitero di San Rocco per ricordare questo eroe pontebbano in parte dimenticato e tutti gli altri che seppero dimostrare coi fatti il grande attaccamento al nostro territorio. Vent’anni fa gli abbiamo dedicato un bellissimo monumento, in cui riposano i suoi resti, proprio all’entrata del cimitero. Alle 18 di giovedì 3 ottobre la santa Messa concelebrata dai parroci del nostro territorio e da quello di Venzone, paese natìo del Grillo; subito dopo onore al Monumento di Giovanni Grillo con la rievocazione storica di quanto avvenuto settant’anni fa.

         TUTTI SIAMO INVITATI A QUESTA RICORRENZA!

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E' tragicamente venuto a mancare un grande amico

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La Redazione di Voce della montagna, anche a nome di tutti i suoi sostenitori e lettori, ricorda con profondo affetto Gianalberto Quaglia, tragicamente venuto a mancare domenica mattina 22 settembre scorso in galleria tra Chiusaforte e Resiutta per grave incidente stradale. Un grande amico, semplice e sincero, fonte inesauribile di proposte, iniziative sociali, attività socio-culturali di enorme richiamo. Siamo inoltre tutti vicini alla sua dolce consorte, la signora Lazzara, nella speranza che sappia e possa superare questi terribili momenti e che possa tornare quanto prima alla sua normale attività commerciale, simpatica e rivoluzionaria proponitrice di iniziative di straordinario impatto sociale. Noi siamo tutti con te, signora Lazzara!

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Vari "speciali" su settembre 2013

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Gianfranco Zuzzi ci porta nel mondo fascinoso delle api....

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Gita-pellegrinaggio alla Madonna di Luggau dei Coristi dell'UTE della Carnia....

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Doganirs in musica itinerante..... uno spettacolo eccezionale

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Grande festa a Chiusaforte per don Aldo, per il suo cinquantesimo di sacerdozio. Ospite d'onore don Adolfo

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Basta il nome, Michele Forzza, jesolano di San Leopoldo....

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Sindaco in prima linea: è Luigino Marcon di Chiusaforte

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Karate tarvisiano in evidenza...

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Giornata di pesca e di incontri sociali grazie ai pescatori di Resiutta

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Gli incendi della Val Raccolana e di Pietratagliata......

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Dieci anni fa l'alluvione....

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Ventennale alla grande a Malborghetto con gli alpini....

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E tanti, tanti altri servizi da non perdere con Voce della montagna di settembre 2013, un mensile che si riceve in abbonamento postale, il cui costo è di 20 euro per l'Italia e 30 euro per l'estero.

 

Una ricorrenza ancora allarmante

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                  Riusciranno i nostri politici, amministratori e responsabili

                            a NON farci rivivere più momenti come questi?

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 Dieci anni fa, il 29 agosto 2003, un’altra grave alluvione prevista e aspettata dopo i non interventi a seguito dell’alluvione del 22 giugno 1996. Bastano alcune foto per rivivere quei momenti drammatici e indimenticabili, almeno per chi è andato e rimasto sott’acqua, senza sua colpa o responsabilità. Eppure basterebbero ancora pochi accorgimenti mirati per far sì che la gente non solo “non dimentichi”, cosa che assolutamente è impensabile perché non sa dimenticare o dimenticarsi, ma soprattutto non abbia più paura ogni volta che piove, cosa che purtroppo accade ogni volta che piove nonostante gli interventi fin qui portati a termine. Non si può dimenticare infatti che il primo gradino, senza alcuna titubanza, in un programma di investimenti e di programmazioni di sviluppo socio-economico-turistico è essere e sentirsi in sicurezza.  Senza sicurezza non si può pensare ad altro di diverso, anche se positivo!

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Guardie alla frontiera Tarvisio 1 settembre

 

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                                      Fu una notte da epopea, una fantastica epopea in una notte tarvisiana di fine estate quella tra l’8 e il 9 settembre 1943, quando, subito dopo l’annuncio dell’armistizio alla radio da parte del generale Badoglio, i soldati italiani del XVII Settore delle Guardie alla Frontiera della Caserma Italia a Tarvisio, tutori dei confini a Nord Est, decisero di opporsi alle pretese germaniche accettando il combattimento, cruento e terribile, tanto che alla fine i tedeschi non riuscirono a non riconoscere l’onore delle armi agli sconfitti, che in gran parte finirono poi nei campi di concentramento. 29 i Caduti italiani, poi negli anni a venire i continui ritorni a Tarvisio….”come foglie al vento”, fino ai giorni nostri… E fu proprio quella notte e proprio a Tarvisio che vide la luce la Resistenza, quella armata, che da quella sera in poi per due anni terrà banco su quasi tutto il territorio italiano, in Friuli in particolare.

                                     Domenica 1 settembre 2013, a Tarvisio, sarà celebrato il Settantesimo Anniversario dei drammatici avvenimenti dell’8 e 9 settembre 1943, quando 300 nostri Eroi del XVII Settore della Guardia alla Frontiera, GaF, con la loro determinazione diedero il primo esempio cruento a difesa dell’onore e della libertà del soldato italiano, primo esempio in assoluto nella storia d’Italia.

                                       “La resistenza in Italia, di cui tanto si parla – ci ha precisato lo storico e giornalista Antonio Russo, organizzatore da anni e anni col comune di Tarvisio della manifestazione e autore  tra l’altro di “Come foglie al Vento”, “Alle porte dell’inferno” e di “Planina Bala” dedicati ai soldati della GaF e agli avvenimenti storici dell’ultima guerra mondiale nell’Alto Friuli – è nata proprio a Tarvisio, alla Caserma Italia. I soldati della GaF furono i primi in assoluto a volersi difendere dalle SS, lasciando sul campo ben 29 commilitoni, mentre la gran parte di loro poi finì nei campi di concentramento. Tarvisio quindi può andar fiera di questo avvenimento, perché è qui che è nata la Resistenza, grazie ai soldati della Caserma Italia!”

                                      Il programma della manifestazione prevede alle 10,30 la celebrazione della Santa Messa per i Caduti, italiani e germanici, e tutti i Reduci del XVII Settore Gaf che ormai hanno raggiunto in cielo i loro Compagni caduti quella notte di sangue alle porte della Caserma Italia. Seguiranno gli interventi storici col ricordo dei caduti, per la gran parte sepolti nel Tempietto Ossario adiacente la piazza di Tarvisio unitamente ai Carabinieri Martiri di Malga Bala e agli altri Caduti Tarvisiani. Infine visita alla Caserma Italia, attuale Soggiorno Militare Montano, sede del XVII Settore e luogo della battaglia contro i tedeschi. Oltre agli ultimi Reduci e alle loro famiglie, ci saranno autorità regionali, provinciali e i sindaci della valle del Fella. Ci sarà anche un gruppo numeroso, capeggiato dal sindaco e dalla giunta comunale, proveniente da Canistro in provincia del L’Aquila, paese di origine di uno dei Caduti di Tarvisio, Guido Sambucini.

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