Notizie

Buon 2014 a tutti

La Redazione di Voce della montagna porge a tutti i suoi abbonati, lettori e sostenitori i migliori auguri di Buon 2014, nella speranza che tra 365 giorni l'alba del nuovo giorno possa essere più serena e più promettente di quella di questi giorni. Voce della montagna, ormai al suo trentunesimo anno di vita, contrariamente a qualche solita malignità di invidiosi o di disfattisti, si augura e si propone di essere ancora in prima fila per superare insieme il tunnel e portarsi fuori, alla luce splendida del nostro sole di montagna, con maggiori soddisfazioni per chi ama e vuol rimanere a vivere in questo lembo di paradiso terreno. E che il buon Dio, come sempre, non si stanchi di esserci vicino e non ci abbandoni, mai!

 

Un doveroso chiarimento su Malga Bala

Il Messaggero Veneto di Udine, nei giorni scorsi, ha pubblicato un articolo a firma del proprio corrispondente tarvisiano Giancarlo Martina sulla richiesta avanzata dal sindaco di Tarvisio al Presidente della Repubblica invitandolo a presenziare a Tarvisio il prossimo 25 marzo, settantesimo della strage di Malga Bala, la grande cerimonia già in calendario. Un articolo molto confuso e in diverse parti lacunoso, soprattutto là dove vengono dati meriti a personaggi che della vicenda non hanno avuto alcunissimo merito se non quello di essersi serviti dei lavori altrui. Ed ecco la risposta che il direttore di Voce della Montagna, Antonio Russo, autore di numerosi libri di storia sulle vicende dell'Alto Friuli, tra cui le varie edizioni di Planina Bala sulla strage di Malga Bala, ha voluto pubblicare nella speranza di contribuire a chiarire la vicenda. Basta leggere con attenzione quanto scritto dal Russo e la storia di Malga Bala viene illustrata dalle sue origini.

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"Ho fatto passare volutamente alcuni giorni dall’ultimo articolo sul Messaggero Veneto relativamente all’invito fatto dal sindaco di Tarvisio al Presidente della Repubblica in occasione del Settantesimo della strage di Malga Bala del marzo prossimo. La vicenda di questi 12 Carabinieri Martiri è ormai nota a tutti, ma ritengo che un chiarimento da parte mia si renda necessario dal momento che sono stato chiamato in causa,  date le tantissime incongruenze che, volutamente, qualcuno continua a insinuare e a propagandare senza minimamente tener conto della realtà dei fatti e degli avvenimenti. E chiedo scusa  in anticipo se estendo tale chiarimento su diverse pagine del Facebook. Ma è giusto che ognuno sappia la verità, dato che si tratta di avvenimenti del nostro territorio e dato che qualche articolo di stampa continua a seminare stupidaggini e disinformazioni, senza alcuna informazione veritiera prima di esternare notizie false. Della strage dei Carabinieri, della Resistenza alle porte della Caserma Italia, del Martirio di Giovanni Grillo a Pontebba ecc. mai nessuno ne aveva parlato fino a quando il sottoscritto, con sacrifici enormi e rischi anche personali molto evidenti, ha dato alle stampe “Come foglie al vento”, “Alle porte dell’inferno”, “Planina Bala” nelle varie edizioni e ristampe che anno dopo anno si sono susseguite, “L’ultimo parroco di montagna”, “Dal Buric e a Chiout Zuquin ecc. ecc.” e ai tanti articoli e altri libri allegati o collegati. Qualcuno, e solo e stranamente  a Tarvisio, ha cercato di dare merito di quasi tutto, almeno sulla strage dei carabinieri, ad altre persone e in particolare al maresciallo di Brescia, signor Varano, come evidenziato anche nell’articolo dell’altro giorno sul Messaggero, dimostrando, volutamente,  di disconoscere totalmente i fatti e di non volersi accertare bene prima di scrivere, unitamente a qualche politico o amministratore amico o portatore di divisa a cui piace tenere i piedi in diverse scarpe. A me piacerebbe solo sapere, da Varano o da chi a Tarvisio continua a sbandierare bandiere diverse, da chi, come e quando è stato loro rivelato il nome di “malga Bala”, per esempio… Questo per dire e rimarcare che senza quei lavori e quei libri di un certo Toni Russo e senza che lo stesso avesse affiancato e sostituito o preso le redini delle manifestazioni tarvisiane relative alla strage dei Carabinieri e degli avvenimenti della Caserma Italia, per anni e anni,  quanti avrebbero conosciuto, com’è invece avvenuto, questi avvenimenti e se ora saremmo  a questo grado di conoscenza e di organizzazioni storiche e sociali? Merito al maresciallo Varano e a tanti altri, di mezza Italia, di aver “aiutato” e collaborato con noi, con alcuni ex carabinieri dell’ANC di Tarvisio o alcuni Reduci della Gaf, merito all’Arma di aver saputo alla fine accollarsi l’organizzazione del 25 marzo, dopo i tanti, da decenni e decenni,  sacrifici e impegni del sottoscritto, di Cesare Urbica, di Federico Buliani, di Basilio De Damiani e di altri.  Altri invece  hanno saputo cavalcare queste cose, astutamente e abilmente, disconoscendo o calpestando quanto da me prodotto,  ma, ripeto, senza i lavori, gli impegni e i libri del Russo,  i Carabinieri di Malga Bala, i Reduci della Gaf, Giovanni Grillo e via dicendo sarebbero del tutto o in gran parte a noi sconosciuti. Non per altro e solo per questo nel luglio del 2010 il sottoscritto è stato invitato, ricevuto e premiato a Roma al Comando Generale dell’Arma, davanti allo Stato Maggiore dei Carabinieri capeggiato dal generale Leonardo Gallitelli. Lungi da me ogni polemica o sfrontatezza o arroganza, ma sano e sentito orgoglio di essere riuscito a far “rivivere” i Carabinieri di Malga Bala, Giovanni Grillo, i Reduci del XVII Settore Gaf ecc. senza dimenticare i vari Tambozzo, Tonino Friz, i fucilati di Bretto di Sopra, le tante vicende della gente di Cave, Gigia Picech ecc. ecc. tutta gente che “vive” ancora tra noi grazie a “Come foglie la vento”, “Alle porte dell’inferno”, a “Planina Bala” ecc. ecc. E nessuno, neanche articoli di stampa o vanterie personalistiche e propagandistiche di chicchessia riuscirà a scalfire questa realtà, che piaccia o meno!"

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Sono trent'anni

Sono ormai trent'anni che Voce della montagna torna puntualmente in stampa e in casa degli abbonati, un traguardo, si pensa, molto lusinghiero, tenuto conto che da 30 anni andiamo avanti quale "voce" della montagna friulana senza esserci MAI venduti a politici o amministratori. Ed è con sincero orgoglio che lo diciamo, lo affermiamo e lo testimoniamo.

Nel numero di dicembre in corso ecco il sorriso in prima pagine di due sorelle Clarisse di Moggio, un sorriso che ci apre le porte al Natale e ci proietta verso un anno nuovo che speriamo migliore di questo in conclusione, anno di depressione, di caos, di crisi morale più che economica e sociale.

Borse di studio a numerosi ragazzi del nostro territorio....

Il Coro UTE della Carnia si esibisce con grande successo a Forgaria, presentando tra l'altro un'Ave Maria appena scritta dal loro maestro di grande entusiasmo e di profonda religiosità...

E' bello, almeno ogni tanto, ritrovarsi attorno a un tavolo e degustare insieme... la gioia di ritrovarsi, di parlarsi, di ricordare... come è successo a questo gruppo di amici che da anni e anni ama ritrovarsi almeno una volta all'anno...

Ecco Alexandra, Larissa  e Sara della famiglia Brovedan di Forni di Sopra... tre splendide gemelline...

Dopo 17 anni tantissime cresime a Resiutta, in una giornata di grande festa... finalmente anche la periferia può ospitare e celebrare tali avvenimenti...

L'UTE della Carnia ha festeggiato i suoi primi venticinque anni di vita al teatro Candoni di Tolmezzo...

 

Ecco un grande artista "beccato" dal nostro obiettivo in piena azione, sulla strada da Pontebba a Studena Bassa... Enzo Buzzi e il suo laip

 

Grandissimo maestro e straordinario uomo 'Ligio Tomasin di Chiopris Viscone... a 10 anni dalla sua prematura scomparsa il suo ricordo è ancora e sempre eccezionale...

Grande solidarietà alle popolazioni del mar Jonio dopo i gravissimi fatti dei giorni passati...

Gianfranco Zuzzi ci parla del lupo...

E tanti, tanti altri servizi a disposizione dei nostri lettori e dei nostri abbonati: Voce della montagna lo si riceve solo per abbonamento. E sono proprio questi i giorni migliori per rinnovare o stipulare il proprio abbonamento: ancora 20 euro all'anno per l'Italia e 30 per l'estero, costo che è rimasto e rimane invariato nonostante le poste, le tipografie, i continui aumenti di spese per tenerlo in piedi.... Solo con l'aiuto e gli abbonamenti dei nostri lettori potremo superare anche noi la crisi e andare avanti come è avvenuto in questi primi trent'anni della nostra vita.

A giorni Voce di dicembre 2013

Ancora qualche giorno e Voce della montagna di dicembre 2013 giungerà a casa degli abbonati; il ritardo è stato causato dai grandi impegni prenatalizi della tipografia Moro di Tolmezzo, dove viene stampata da anni la nostra rivista. Anche in questo numero diversi servizi speciali e numerosi articoli che abitualmente non trovano spazio nella stampa tradizionale.

Approfittiamo dell'occasione per ricordare a tutti i nostri lettori che questo è il periodo per stipulare o rinnovare il proprio abbonamento a Voce della montagna; per motivi organizzativi infatti è auspicabile concludere le pratiche amministrative entro l'inizio del nuovo anno. Si ringrazia quindi tutti quelli che in questi giorni rinnoveranno o stipuleranno il loro abbonamento a Voce della montagna, la rivista mensile della montagna friulana da ben 30 anni puntualmente in stampa mese dopo mese.

Piena solidarietà

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La Direzione di Voce della montagna, unitamente alla Redazione e ai Collaboratori, agli Abbonati, ai Lettori, ai Sostenitori e agli Amici esprime e sottolinea la totale e profonda partecipazione all’immenso dolore che ha colpito e sta colpendo in forma così impietosa il Popolo della Sardegna. Ci si augura anche che i politici e gli amministratori pubblici, nella loro gran parte veri responsabili di tanti lutti e di tanti drammi, la smettano con le loro beghe di partiti, di poltrone, di schieramenti e di portafogli e dedichino il loro tempo e le loro energie alla gente a cui sanno rivolgersi col cuore solo in occasioni preelettorali. L’Italia è diventata una immensa pozzanghera, alla mercè quotidiana di uragani, acquazzoni e trombe d’aria col territorio abbandonato a se stesso e senza alcuna seria prevenzione, termine che tantissimi di loro non sanno neanche cosa voglia significare, anche se molto spesso questo termine è da loro usato e spampanato ai quattro venti. Queste tragedie e tante altre analoghe certamente si sarebbero potuto evitare o almeno ridimensionare, se la prevenzione fosse stata o fosse attuata con urgenza e senza alcun rinvio.

 

Planina Bala

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